Aliotta Angelo (Diego)
di anni 39
 

impiegato, comunista, comandante della Brigata "Capettini"; nato a Caltagirone (Catania) il 22 maggio 1905 e residente a Milano. Dopo essere stato ferito, durante un rastrellamento che investì tutta la zona del Basso Alessandrino e le zone limitrofe, viene soccorso ed insieme ai compagni feriti, Busi, Arzani e Mieczyslaw,  viene trainato per tre giorni, su slitte da fieno, verso l’ospedale partigiano di Ottone, in val Trebbia. Durante questo tragitto, il 29 agosto 1944, i quattro vennero catturati da truppe germaniche, che promisero loro la salvezza in riconoscimento del buon trattamento ricevuto dai tedeschi feriti e fatti prigionieri a Rocchetta Borbera. Ma, quando li consegnarono alla brigata nera di Genova nelle vicinanze di Zerba, i partigiani vennero trucidati, distesi sulle loro lettighe, col lancio di bombe a mano. Una divisione garibaldina dell'Oltrepò ha portato il suo nome.  Ad Arzani e ad Aliotta è stata attribuita la medaglia d’oro al V.M.

Dal libro”A COLORO CHE VERRANNO I PARTIGIANI DI VOLPEDO, CASALNOCETO E POZZOL GROPPO” ed. Vicolo del Pavone – a cura di Tiziana Crimella e Roberto Capelletti

Questa la testimonianza di Tecla Lombardi, la partigiana "Olga” che ha assistito alla scena del massacro insieme ad Alessandro Semini, viguzzolese e partigiano con il nome di "Repubblica":
Quando mi avvicinai per salutare i feriti, vidi Aliotta impassibile, lo sguardo verso i suoi carnefici. Silurino si era calato il cappello di paglia sugli occhi, anche lui sembrava sereno. Cencio invece invocava la mam¬ma e io cercai di rincuorarlo. Non riuscivo a staccarmi da loro. In ultimo mi avvicinai a Chicchirichì e questo fu per me il momento più difficile. Mi abbracciò e, vedendo che non riuscivo a trattenere le lacrime, disse "Non mi importa di morire”. Io dissi che le Brigate Nere avevano pro¬messo di portarli in un ospedale. Rispose che non era un bambino e che moriva tranquillo, poi disse «Cerca di farlo sapere a mia mamma, anzi è tutto inutile, questi assassini uccideranno anche te». fui spinta da una Bigata Nera. Chicchirichì mi afferro una mano e mi disse ancora: «Il tuo, Olga, è l'ultimo viso amico che vedo», mi lasciò la mano e un istante dopo lo sentii dire ad alta voce: «Fate presto vigliacchi». Solo in quel momento mi resi conto che li stavano assassinando. Sembrava che i colpi e le raffiche non dovessero più finire; disperata gridai in faccia a quegli assassini tutto il mio disprezzo. Mi trascinarono via. Vidi in fondo alla strada Repubblica che piangeva e lo raggiunsi. Ci fecero proseguire verso la "Val Trebbia. Le Brigate Nere cantavano «Chicchiri¬chì non canta più»,Il loro canto copriva il pianto di Repubblica e il mio.


 
 
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RICORDATO NEI SEGUENTI LUOGHI:
 
Zerba (Piacenza) - Località Cerreto
Monumento posto nel luogo dell'uccisione in località Cerreto nel comune di Zerba (Piacenza)...
 
Coordinate GPS del Luogo del Ricordo:
+44.648650, +09.297350
+44°38.919', +09°17.841'
+44°38'55.1, +09°17'50.5
 
divisorio_nomi.jpg
Milano - Piazza dei Mercanti
Lapide posta sulle colonne del loggiato dell'antico palazzo della Regione in piazza dei Mercanti a Milano ...
 
Coordinate GPS del Luogo del Ricordo:
+45.464833, +09.187833
+45°27.890’, +09°11.270’
+45°27’53.40, +09°11’16.20”
 
divisorio_nomi.jpg
Milano - piazza Medaglie d'Oro
Lapide posta sulla Porta Romana in piazza Medaglie d'Oro a Milano ...
 
Coordinate GPS del Luogo del Ricordo:
+45.452300, +09.202166
+45°27.138’, +09°12.130’
+45°27’08.28, +09°12’07.80”
 
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Milano - Circolo ARCI di via Bellezza 16
Lapide posta all’interno del cortile del Circolo ARCI di via Bellezza 16 a Milano....
 
Coordinate GPS del Luogo del Ricordo:
+45.448650, +9.195067
+45°26.919’, +9°11.704’
+45°26’55.1”, +9°11’42.2”
 
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Elenco Caduti